Sostituzione di persona

Rapidissima segnalazione: leggo dal blog di Daniele Minotti che penale.it ha reso pubblica la motivazione della sentenza della Cassazione relativa ad un caso in cui un utente aveva registrato un account per in indirizzo di posta elettronica utilizzando quello di una donna.

Interessante perché il resto contestato, l’art. 494 c.p. rubricato “Sostituzione di persona”, evidenzia come nel comportamento posto in essere dall’utente non è solo stata riscontrata la tutela, peraltro civilistica, del diritto al nome ma anche quella della insidia alla fede pubblica. E cioè, con le parole della Cassazione, il danno recato ad altri per la consumazione del reato è riscontrabile nell’inganno nei confronti degli ” utenti della rete, i quali, ritenendo di interloquire con una determinata persona (la A.T.), in realtà inconsapevolmente si sono trovati ad avere a che fare con una persona diversa”.

Considerando che l’ordinamento protegge allo stesso modo del nome anche lo pseudonimo (art. 9 c.c.), mi chiedo se il disposto della sentenza potrebbe trovare applicazione anche nel caso dei nickname. Lo pseudonimo, per essere tutelato, deve raggiungere la stessa importanza e notorietà del nome, il problema è che molti nick sparsi nell’universo dei social network e piattaforme che permettono la pubblicazione di contenuti come appunto il blog, vengono presi dal primo che ci arriva (in quasiasi parte del mondo, data la transnazionalità di Internet).

Ed in molti casi il nick viene scelto prima di diventare ‘famoso’ o ‘riconosciuto’, e probabilmente anche in buona fede. Mi viene da dire che è praticamente impossibile l’applicazione di questo tipo di tutela fuori dai confini nazionali (dove è perlomeno presumibile dalla lingua usata che esiste un contesto geografico di attività ‘virtuale’ e, quindi, che il nick utilizzato di una determinata persona sia notorio).

Altro argomento su cui riflettere è se si possa riscontrare la stessa fattispecie penale qualora qualcuno nei commenti a un blog utilizzi la funzione di anonimato e si scelga arbitrariamente il nick o nome altrui per firmare il commento. Assume sempre più rilevanza, in questi casi, l’open id e la richiesta di essere iscritti ad una piattaforma ed autenticarsi anche prima di commentare.

Second Law

Come accennavo nel post precedente, ultimamente mi sto divertendo molto ad esplorare Second Life. Nelle ultime due settimane ho iniziato finalmente a sperimentare il mezzo, a conoscere persone, e ad analizzare i diversi aspetti giuridici che sono collegati ai mondi metaforici.

Ho scritto per ApogeoSecond Law, la legge nei mondi metaforici“, un pezzo dove faccio una breve panoramica di alcune tra le diverse questioni giuridiche relative a Second Life che mi hanno colpita, in particolare la questione dei crimini virtuali, il funzionamento delle regole su privacy, anonimato e riservatezza, la tutela della proprietà intellettuale e l’autoregolamentezione.

In America c’è ampia letteratura ma in Italia non c’è ancora attenzione sull’argomento.

Riparlerò qui nei prossimi giorni, più in dettaglio di ognuno di questi aspetti.

Quello che mi ha colpito maggiormente è che mai come nelle realtà virtuali il codice è legge (the code is the law, come direbbe Lessig), ovvero che le caratteristiche software di un programma possono essere al tempo stesso un enforcement e un annullamento di alcune norme di legge. E’ un concetto che mi affascina tantissimo e su cui voglio sperimentare.

Inaspettati ritorni

Dopo lunga assenza riprovo a prendere l’abitudine a riscrivere su questo blog. L’unica attività di aggiornamento che riesco a mantenere, in effetti, è il mio tumblr, ma non posso predicare bene e razzolare male, e cioè raccomandare a tutti quelli che incontro di provare l’esperienza di avere una finestra sul web alla quale affacciarsi per dire la propria e poi astenermi io per prima dal farlo :).

Col pensiero, comunque, non ho mai smesso di bloggare ed è una magra consolazione, ma sincera.

Partiamo dalle novità: dal 15 ottobre UnAcademy ha fatto il coming out ufficiale. Si tratta dell’Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale, un progetto ideato da Giuseppe Granieri che ha sede e vita in Second Life. Il progetto, che vi consiglio di tenere d’occhio attraverso il blog ufficiale e, perché no, venendo a fare un giro in Second Life, vede Uncorsi, Unconferences, cacce al tesoro ed esperimenti vari.

Vi parlerò in un post specifico del corso che ho tenuto, “Il diritto d’autore ad uso dei blogger”, per condividere per quanto possibile l’esperienza dal mio punto di vista (il corso è terminato il 21 novembre ma, per impegni di lavoro e pigrizia irrefragabile peggio del giudicato, l’intenzione di scriverne è stata rimossa fino adesso). Ma colgo l’occasione per segnalare, fra i prossimi appuntamenti, la UnConference di Stefano Rodotà, ex Presidente dell’autorità Garante per la protezione dei dati personali sulla Internet Bill of Rights il 10 dicembre prossimo, e la Barconference organizzata da Gaspar Torriero e Carlo Felice Dalla Pasqua sul “Futuro dei giornali”.

Finisco il post “calderone” segnalandovi anche un mio articolo per Apogeonline sul ddl per la riforma delle regole del settore editoriale che il mese scorso ha suscitato una inaudita reazione di massa dell’intera blogosfera.

Molte le altre novità accadute nel frattempo sul versante del diritto d’autore e delle libertà digitali, ma sul latte versato (e i post non scritti) non si piange.

Monito per il futuro, e nodo al fazzoletto per me: invece di recuperare il passato mi attrezzerò con più costanza per il futuro :).