SIAE e AGCOM: è l’utente il grande assente

Leggo dal blog di Stefano Quintarelli la notizia che è stato siglato il 10 maggio da Giorgio Assumma, Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) e Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, un accordo per pianificare e coordinare le attività dei due enti in materia di prevenzione ed accertamento delle violazioni della legge sul diritto d’autore e per approfondire congiuntamente le materie di comune interesse alla luce dell’evoluzione tecnologica del settore. L’intesa prevede studi ed iniziative, in particolare per il settore audiovisivo.

Due gli elementi di maggior rilievo: la costituzione di gruppi comuni di ispettori, per effettuare piani di indagine, nell’ottica di rafforzare la vigilanza sulle attività che comportano l’utilizzazione delle opere di ingegno e l’istituzione di un Comitato permanente, composto da rappresentanti dei due organismi, con il compito di pianificare studi, ricerche ed attività di coordinamento ispettivo.

Per capire meglio come saranno articolate queste funzioni bisognerà attendere che venga reso pubblico il testo dell’accordo. Ricordando che la direttiva IPRED 2 è ancora in corso di approvazione, la costituzione dei gruppi comuni di ispettori dovrà gioco-forza operare nel quadro dei poteri di indagine già presenti nella normativa vigente (sensibilmente aumentati, in campo civile, dalla direttiva 2004/48 CE , nota anche come Ipr Enforcement, o IPRED 1). Rimane da capire il ruolo di AGCOM, autorità garante e quindi terza, rispetto ad attività di indagine che perseguono interessi economici privati.

Per quello che riguarda, invece, il Comitato permanente la cosa che immediatamente balza agli occhi è che esso sarà composto dai soli rappresentanti di AGCOM e SIAE.

Viste le sue funzioni di pianificazione di studi e ricerche, ma anche di vigilanza sulle squadre di indagine, la partecipazione degli enti o degli organismi di rappresentanza degli utenti o dei consumatori avrebbe dovuto essere prevista e il loro mancato coinvolgimento è un’occasione mancata per riequilibrare una carenza che è purtroppo costante in tutti gli interventi in materia di diritto d’autore.

Nessuna menzione delle associazioni rappresentanti dei provider, nessun richiamo al Garante della Privacy: carenze altrettanto preoccupanti, speriamo dovute solo alle esigenze di sintesi del comunicato.